ACQUA STORTA - recensione
Dal 3 all’8 maggio è in scena al “Teatro Lo Spazio” in Roma un recital dai contorni distorti. Dove l’amore e la camorra si uniscono in un unico racconto fatto di dolore e morte. “Acqua Storta” è tratto dal romanzo omonimo di L.R. Carrino, adattamento di Luigi Romolo Carrino e Federica Principi che cura anche la direzione artistica e con in scena Emanuela Borozan, Roberto Mazzoli, Federica Principi e Luigi Romolo Carrino.
Percorrendo una piccola traversa adiacente Via Sannio a Roma, si scorge un piccolo teatro. Il Teatro Lo Spazio. Il pubblico durante l’attesa sorseggia bicchieri di birra comperati al bar interno alla sala, mentre di sottofondo passano musiche in lingua portoghese. Il palco è allestito con un pianoforte bianco, due leggii e vari strumenti musicali nell’angolo destro. Le luci si spengono e sul palco senza sipario si scorgono le figure di quattro persone. Uno di loro sta in piedi, mentre sul sottofondo si ascolta una voce. È quella di un uomo che presta giuramento. Un camorrista deve sempre ragionare con il cervello, mai con il cuore. È Giovanni, interpretato da un bravissimo Luigi Romolo Carrino. Figlio di un boss camorrista, erede del clan Acqua Storta. Inizia a parlare mentre si sente il rumore delle onde del mare che si infrangono contro gli scogli, riprodotte da Roberto Mazzoli. Siamo a Mergellina. Giovanni è costretto dal padre a sposare Mariasole, portata in scena da una commovente Emanuela Borozan, figlia di un boss rivale e camorrista per dovere di nascita. A Mariasole accade quello che non si sarebbe mai aspettata. Innamorarsi di Giovanni. Lo vorrebbe con sé, ma qualcosa di inaspettato è accaduto e lei lo sa. Giovanni ha incontrato Salvatore, interpretato in video da Marco Cacciapuoti. Ad una festa a base di alcool e droga succede l’impensato e Giovanni viene meno alla prima legge che identifica la sua gente: l’onore è più forte della carne. Un amore vissuto nel silenzio, ma vero. «E l’amore quello vero fa rumore. Lo sente il mare, il Sistema, la città tutta», si legge nelle note di regia. Così Mariasole canta le sue ferite e straziata dal dolore si abbandona al suo destino. Uno spettacolo intenso, emozionante, vero che tocca temi forti dalla camorra all’omosessualità, dall’omertà alla paura. «Il recital è caratterizzato dalle musiche originali di Federica Principi, che accompagnano la storia di Mariasole e Giovanni tra motivi contemporanei e suggestioni classiche, evocative di un territorio preciso. L’adattamento del romanzo interseca le caratteristiche del gesto teatrale proprio con quelle del reading, del concerto etnico, della sceneggiata napoletana e, non ultime, con quelle suggestive della poesia teatrale.», si legge nelle note di regia.
Uno spettacolo da non perdere. (DEBORA BELMONTE)
“Acqua Storta” tratto dal romanzo omonimo di L.R. Carrino, adattamento di Luigi Romolo Carrino e Federica Principi di cui ne cura anche la direzione artistica e con in scena Emanuela Borozan alle musiche, voce narrante e canto, Luigi Romolo Carrino, testo e voce narrante, Roberto Mazzoli arrangiamenti, chitarra, percussioni e sax, Federica Principi musiche, arrangiamenti e pianoforte. Video di Fabiomassimo Lozzi in cui recita anche Marco Cacciapuoti nei panni di Salvatore. Disegni di MP5.
Dal 3 all’8 maggio alle 21 domenica alle 17 al Teatro Lo Spazio (Via Locri, 42 – Roma).


