CANTO PERCHE' NON SO NUOTARE al Quirino (recensione)
Giovanni Calone, alias Massimo Ranieri, è tornato. Dal 21 dicembre 2010 al 9 gennaio 2011 ad ospitarlo, con il suo Canto perché non so nuotare da…500 repliche, è il teatro Quirino di Roma.
Nato in occasione dei suoi quarant’anni di carriera, lo show ha riscosso un successo tale da portare il cantautore partenopeo a riproporsi sui palcoscenici italiani ancora oggi, alle soglie del 2011.
“Se bruciasse la città” accompagna l’apertura del sipario e un Ranieri esuberante, in camicia viola: da questo momento si dà il via al varietà. Si, varietà è il giusto termine dal momento che il protagonista assoluto della serata non si limita a cantare ma, balla, recita, si esibisce in esercizi ginnici che lasciano il pubblico estasiato, certo, dopo l’ennesima prova, della meravigliosa voce di questo atletico cantante sessantenne.
Un grazie,dopo la prima esibizione, è rivolto al pubblico e alle donne che lo accompagnano in questa nuova replica: all’orchestra di sole donne, al corpo di ballo di sole donne, e alle tre attraenti voci femminili Lidia Malgieri, Francesca Ciampa, Erika Scorza.
Nello show, ideato e scritto da Gualtiero Pierce e Massimo Ranieri, l’artista ricorda, per il pubblico e con il pubblico, i suoi primi quarant’anni di carriera con aneddoti e racconti di infanzia intervallati dalla più belle canzoni.
Oltre ad interpretare i suoi successi più popolari e più amati, tra i quali “Rose rosse” e “Perdere l’amore”, l’istrione napoletano rispolvera il repertorio dei più grandi cantautori italiani. E allora ecco che impersona Battiato quando canta “La cura” o Venditti nell’ interpretazione di “Alta marea”.
Nonostante le precedenti 500 repliche, Ranieri stupisce comunque il pubblico del romano Quirino interpretando un pezzo inedito “Tutte le mie leggerezze” che chiude questa serata di ricordi di vita e di musica.
Uno show piacevole dove la musica è il filo di arianna che ricompone i tasselli della vita di uno scugnizzo che intonava canzonette per racimolare qualche lira, ma che grazie al talento e alla voglia di crescere e imparare, ci ha regalato e continua a regalarci i più intensi momenti di musica italiana.
Uno spettacolo di ben tre ore che palesa la considerevole poliedricità di un artista come Massimo Ranieri. (Jessica Zecchinato)


