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Mercuzio festeggia dieci anni: 4 febbraio 2002-4 febbraio 2012, il primo blog italiano dedicato interamente al teatro e cinema, i teatri di Roma e di Milano.

EDUARDO, PIU’ UNICO CHE RARO! - recensione

Raccontare il teatro di Eduardo senza cadere nel cliché del teatro dialettale o nella retorica di personaggi stereotipati non è semplice, ma il lavoro di rivisitazione operato da Giancarlo Sepe, portato in scena dalla compagnia degli Ipocriti, rende giustizia al periodo giovanile della produzione eduardiana.

E’ un teatro unico, così come recita il titolo, poiché si fa contenitore di cinque storie, cinque atti unici appunto, che il grande Eduardo scrisse tra il 1928 e il 1945. Di “Filosoficamente” del 1928 e di “Occhiali neri” del 1945 vengono riproposti solo dei frammenti, mentre vengono rappresentati interamente “Sik-Sik, l' artefice magico” del 1929, “La voce del padrone” del 1932 e “Pericolosamente” del 1938.

Con questo lavoro Sepe accosta con sapienza personaggi diversi eppure simili tra loro per caratteristiche e vicissitudini, fino a formare un continuum narrativo che restituisce allo spettatore la descrizione della vita quotidiana, fatta di piccole tragedie: dal dramma della gelosia e dei litigi tra moglie e marito appianati a colpi di revolverate in Pericolosamente, al sacrificio d'amore compiuto da Mario in Occhiali neri, che, diventato cieco in guerra, lascia Assunta per evitarle una vita infelice al suo fianco; dalle improbabili e taroccate illusioni del mago Sik-Sik che fallirà miseramente in scena, al travagliato tentativo del maestro Scardeca di effettuare l’incisione di una canzone dirigendo un strampalata orchestra composta da soggetti davvero bizzarri in La voce del padrone.

Storie singolari, curiose e stravaganti, raccontate però sempre con quel pizzico di amara comicità, con malinconia e sfiducia, sentimenti che spesso si ritrovano nei personaggi di Eduardo.

Bello l’incipit musicale - quasi una sorta di “tammurriata” - e la “danza” degli attori che catapultano subito lo spettatore nelle atmosfere tipiche dei vicoli di Napoli, facendo respirare la quotidianità della vita dei loro personaggi, che nella strada si raccontano, si amano, si spiano, cantano… e vivono.

Ottimo il gioco di squadra tra i due protagonisti Rocco Papaleo e Giovanni Esposito, che fanno l’uno la spalla dell’altro, un po’ come i due fratelli Eduardo e Peppino quando recitavano insieme. Dinamico, divertente e spiritoso il resto del cast composto da Pino Tufillaro, Angela De Matteo, Elisabetta D’Acunzo, Antonio Marfella, Antonio Spadaro, Giampiero Schiano e Simone Spirito.




per la regia  di  Giancarlo Sepe

Musiche a cura di Harmonia Team con la collaborazione di Davide Mastrogiovanni, scene e costumi di Carlo De Marino, disegno luci di Perceval.

In scena dal 26 al 15 maggio al Teatro Manzoni  di Milano - via A. Manzoni 42
Tel. 02/7636901
Orari:  feriali ore 20,45  - domenica ore 15,30
                                             www.teatromanzoni.it


(a cura di LINA CEGLIA)
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