GIULIETTA E ROMEO - recensione
GIULIETTA E ROMEO
Il piccolo e suggestivo Teatro Campo D'Arte di Roma ospita ancora una volta uno spettacolo nuovo, per certi versi, la storia di Giulietta e Romeo, ma non quella che tutti conosciamo.
Non si vede infatti nessuna balconata con la giovane Giulietta in alto che ascolta con cuore pulsanted'amore le parole del suo adorato Romeo.
Il testo che gli attori della neonata compagnia Artò fanno vivere è quello di Pier Paolo Parzanese , poeta, studioso e scrittore vissuto tra il 1810 ed il 1852 e che risrisse con altri occhi la storia d'amore di Giulietta e Romeo analizzando la simbologia sociale e politica del patriarcato e denunciandolo come fenomeno di suggestione collettiva.
Parzanese dà vita ad un nuovo personaggio, Agnese zia di Giulietta, interpretata dalla brava Agnese Zampetti. Una donna in bilico tra il bene e il male, donna di enigmi che conosce gli strumenti del femminile e li usa anche contro se stessa per proteggere la struttura gerarchica familiare.La donna riesce a confondere suo fratello Capuleto, interpretato da Valter Toschi. Un uomo che vive tra le ossessioni della sorella che gli ricorda in continuazione i doveri patriarcali e la vendetta contro i Montecchi e Frate Lorenzo, portato in scena da Massimo Dionisi, che si mostra dominatore attraverso il potere ecclesiastico.
Tra le fiamme dell'odio, spiccano i due innamorati: Giulietta (Silvia Imperi ) e Romeo (Mario Merone) che vivono il loro amore sordi delle maldicenze altrui. Novità portata in scena è stata l'utilizzo della Video Art a cura di Andrea Abbatangelo che con la proiezione di filmati che scorrono nei momenti d'amore dei due, stanno a rappresentare, in modo moderno, ,le emozioni da essi vissute.
MARINA MIGNANO


