KILLER JOE (recensione)
Killer Joe
Di Tracy Letts
Tradotto e riadattato al contesto romano da Giampaolo G. Rugo, il dramma di Tracy Letts, vincitore del Premio Pulitzer 2008, viene presentato per la prima volta in Italia al Teatro Vascello di Roma.
In una casa-catapecchia della periferia romana, Christian, in combutta con suo padre Anselmo, e con il sostegno della matrigna Chantal, decide di uccidere la madre intascando così il premio di assicurazione sulla vita di cui unica beneficiaria è sua sorella Doroty, per saldare un grosso debito.
Viene assoldato Killer Joe, ma non ci sono soldi per pagarlo, se non dopo l’omicidio; così Doroty diviene la caparra di Joe, obbligata dalla famiglia alla prestazione di favori sessuali, nonostante la sua verginità.
La dicotomia tra disumanità e senso di colpa fanno di questo testo una bomba ad orologeria di cui la famiglia è il bersaglio principale. L’odio e la violenza, più psicologica che fisica, strisciano sulla scena. Non c’è redenzione per i personaggi se non per Doroty, una madonna violata, la cui ingenuità non fa che accrescere il senso di inadeguatezza e di disturbo. Spinta al limite massimo, la sua stessa innocenza diviene violenza, scaricata con furore cieco verso i suoi aguzzini-protettori.
Sulla scena l’alienazione viene resa, per Doroty e Joe, con una scelta recitativa monocorde che ne preannuncia il“legame”. Assuefatti alla brutalità, rassegnati all’oblio, si muovono sul palco come morti viventi.
Gli attori sono tutti giovani diplomati all’Accademia Silvio D’Amico: l’ormai celebre Francesco Montanari noto per aver indossato i panni del Libanese nella fiction tv “Romanzo Criminale”, interpreta Joe, Patrizia Ciabatta si veste dei panni di Doroty, Alessandro Marverti è il rocambolante Christian, e ancora Federica Marchettini e Andrea Ricciardi si misurano rispettivamente con i personaggi di Chantal e Anselmo.
La presa sul pubblico è immediata, il testo a tratti grottesco induce una risata amara e una tensione dalle tinte inquietanti.
Un’ottima prova quella del regista Massimiliano Frau, soprattutto per la funzionalità del gioco musicale sui passaggi da una scena all’altra, che si sposta dal livello extra-diegetico a quello diegetico creando un effetto ironico di gran finezza.
Molti gli applausi, grande la stima.
Giudizio: ****
Teatro Vascello
dal 6 al 25 aprile
SUITE srl produzioni
in collaborazione con TSI La Fabbrica dell'Attore
KILLER JOE
di Tracy Letts
traduzione e adattamento: Giampaolo G. Rugo
con:
Francesco Montanari
Patrizia Ciabatta
Federica Marchettini
Alessandro Marverti
Andrea Ricciardi
scene: Fabiana di Marco
luci: Camilla Piccioni
costumi: Shizuko Omachi
regia: Massimiliano Farau
tel. 06 5881021 - 06 5898031


