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Mercuzio festeggia dieci anni: 4 febbraio 2002-4 febbraio 2012, il primo blog italiano dedicato interamente al teatro e cinema, i teatri di Roma e di Milano.

Linee guida sulla ferocia

Quartieri dell’Arte

 


(ed. Bompiani)

di Vincenzo Latronico

 

 

testo commissionato dal Napoli Teatro Festival Italia

 

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Martedì 15 novembre ore 21 (con repliche fino al 20 novembre, la domenica lo spettacolo è alle ore 16)Colosseo Nuovo Teatro (via Capo d’Africa 29/A  Roma) va in scena Linee guida sulla ferocia un testo di Vincenzo Latronico,  commissionato dal Napoli Teatro Festival Italia regia e musiche di Franco Eco, scene Ciro Natalizio Paduano, costumi di Lucrezia Farinella. Interpreti: Carlotta Piraino, Emiliano Campagnola, Daniele Sirotti, Marco Celli, Sara Allegrucci, Francesco D’Antonio.

 

Concept

   Uno spettacolo dalla disarmante contemporaneità. Questioni attuali come “crisi”,  “precariato”, “licenziamenti” e “mobbing” sono analizzati con estrema ferocia dal giovanissimo romanziere Vincenzo Latronico e messi in scena dal compositore e regista Franco Eco. Una crudele analisi di come la moderna società si stia evolvendo.

 

Sinossi

   Un lavoratore disabile prossimo al reintegro, un laureato con un Master aziendale ed una giovane laureata in scienze umanistiche si trovano nello stesso ambiente aziendale per essere selezionati nel mondo del lavoro. Compito fittizio dei tre è quello di compiere una selezione del personale attraverso i CV che arrivano tramite email. La selezione di loro (Donato, Alfredo e Carla) sarà ardua e spietata e i tre dovranno ambientarsi nel microcosmo sociale dell’azienda per sopravvivere il più possibile.

   Selezionatore sarà un tale che si fa chiamare “il Domatore”, anch’egli persona decaduta nel suo intimo, ma feroce e ottimista nel mestiere. Per sopravvivere Donato, Alfredo e Carla dovranno tessere e sciogliere alleanze, solo il più adatto alle condizioni dettate dal Domatore otterrà il posto di lavoro.

 

Vincenzo Latronico – autore

 

   Laureato in Lettere e Filosofia all'Università Statale di Milano, ha lavorato per un anno al dottorato di ricerca dello stesso ateneo.

   Traduce in inglese, francese e tedesco opere di P. G. Wodehouse, Hanif Kureishi, Maxence Fermine, Seth Price e Ammons, Max Beerbohm, Rudolf Carnap

   Il suo primo romanzo, Ginnastica e rivoluzione, è uscito per Bompiani nel marzo 2008. Ha ricevuto, fra gli altri, il premio Giuseppe Berto, il premio Vailate ed il premio Città di Milano. Sempre per Bompiani pubblica nel giugno 2009 il testo teatrale, Linee guida sulla ferocia, commissionato dal Napoli Teatro Festival. A breve uscirà sempre con Bompiani il suo secondo romanzo.

   Attualmente vive tra Milano e Berlino dove scrive per Domus.

 

Franco Eco – regia e musiche

   Franco Eco è compositore e regista teatrale. Nel cinema compone colonne sonore per Warner/Chappell Music Italiana.

   Si laurea in DAMS e si specializza in “Discipline Teatrali” all’Università di Bologna. Presso il Saint Louis College of Music di Roma studia composizione con il M° G. Podio, orchestrazione e contrappunto con il M° F. Nazzaro e pianoforte con il M° C. Mezzanotte, oltre ad aver studiato violino con il M° M. Tintoni (R. Muti, F. Battiato).

E’ biografo ufficiale di Glauco Mauri.

   Ha diretto allestimenti quali: Il piccolo principe (A. de Saint-Exupéry), L’amico ritrovato (F. Uhlman), Linee guida sulla ferocia (V. Latronico) Il crollo della casata Usher (E. A. Poe), Il pozzo e il pendolo (E. A. Poe), L’amante (H. Pinter), The zoo Story (E. Albee), Baby Boom! (Z. Ferenkzova). Dirige il cortometraggio Bobok, tratto dall’omonimo racconto di F. M. Dostoevskij con Philippe Leroy e le voci di Massimo Popolizio e Glauco Mauri.

   Lavora come aiuto alla regia per Gabriele LaviaGeppy Gleijeses, Glauco MauriEmanuele Montagna, Arnaldo Picchi.

   Si diploma in Arte Drammatica presso la Scuola di Teatro Colli di Bologna studiando con Vadim Mikheenko,Galina V. ProninaDanny Lemmo (Actors Studio NY) e Gennadi Bogdanov (allievo diretto di V. Mejerchol’d).

      Tra le colonne sonore prodotte dalla Warner/ChappellCome trovare nel modo giusto l’uomo sbagliato (S. Allocca), Oggetti smarriti (G. Molteni), Napoletans (L. Russo). Per RAI-Trade scrive la colonna sonora de docufilmL’incantatore di serpenti: la vita senza freno di Giancarlo Fusco (S. Allocca).

   Pubblica nel 2009 Dante Concert (UdU Records, 2009) concept album sulla Divina Commedia con la prefazione di Giulio Andreotti (Presidente Casa di Dante).

   Ha ricevuto diversi Premi e Menzioni Speciali per le sue composizioni, tra le più importanti il Leone d'Oro per il Teatro alla 38esima Biennale di Venezia per Il Corvo di C. Gozzi (M. Casarin), inoltre è stato finalista con le musiche di Assenza di (S. Grisoni) al David di Donatello ed. 2006.

 

Note dell’autore

 

    Gli uffici sono, nella sostanza, tutti uguali, e questo li rende mostruosi. L’ufficio è uno spazio con finalità proprie, i cui abitatori sono al meglio  tollerati e, al peggio, mobilio o strumenti. Le tracce di presenza umana – le suppellettili, le fotografie, i manifesti - vi assumono un’aria fuori posto, da facciata in cartapesta o ospite sgradito, che non fa che svelare ciò che queste tracce dovrebbero nascondere, e cioè che si trovano in un luogo mostruoso. In questo particolare ufficio i lavoratori saranno costretti a vivere per due settimane. Chi lo sa cosa potrebbe comportare, in termini di ambiente: potrebbe esserci una tenda da campeggio, un lavello; potrebbe esserci un fornello da campo, o una stireria improvvisata. Tutto questo è possibile ma inessenziale. Essenziale è che quello spazio, come le persone costrette ad abitarlo, porti su di sé le tracce di questo sposalizio impossibile fra umanità e strumento, del tentativo malriuscito di alterare la natura di un luogo. Potrebbe ricordare quei garage in cui a volte si allestiscono le feste dei bambini, in cui i festoni tristi di carta velina semplicemente non possono pendere bene, in cui i tavoli non possono che apparire sbilenchi e in cui l’aria festiva parrà sempre la caricatura di un’aria festiva, uno strato di cerone. La cosa più difficile delle feste in garage è lavare il pavimento e le pareti con abbastanza candeggina perché l’odore acre della chimica sovrasti decenni di olio per motori e gas di scarico. Anche in quell’ufficio si devono respirare decenni di gas di scarico. L’odore non se ne va mai. O anche gli shotgun weddings, i matrimony decisi per obbligo o minaccia del padre di una ragazza deflorata. È una festa, è un matrimonio, si rappresenta come un’occasione di gioia o di decisioni importanti: eppure tutti gli astanti, il prete, il padre della sposa e gli sposi stessi percepiscono quella scollatura, sentono tutto il peso della consapevolezza che non potrebbe andare altrimenti. Il dovere toglie ogni naturalezza al più spontaneo dei gesti, perché rinfocola il dubbio di un doppio fine. L’ufficio, questo ufficio, è un luogo di dovere. È questo perenne dubbio di falsità che spiega le reticenze e le oscillazioni emotive dei personaggi, il loro essere così chiusi gli uni con gli altri e così aperti con il pubblico. Quando monologano, in un dialogo che potremmo immaginare ad occhi ben sgranati, non dicono la verità: dicono ciò che dicono a se stessi. Non si tratta di immagini meno false delle altre; sono solo di una falsità diversa. Non sono false come confessioni, ma come le pagine di un diario.        Sentono il bisogno di farlo, di aprirsi mentendo, come reazione al peso impossibile di questo ruolo di umani fuori contesto, per portare una traccia di sé in un posto impermeabile alle tracce. È un modo come un altro di fare mente locale su chi sono.

 

Note di regia - Ovvero sul darwinismo sociale.

 

     Nella Repubblica, Platone stabilì un’analogia tra la società e un organismo, inteso quale sistema di parti collegate in equilibrio dinamico; ciascun partecipante contribuiva complessivamente alla funzione strutturale della società ideale.

Partendo dal concetto di “società come organismo” prende forma l’allestimento di Linee guida sulla ferocia in cui il modello evoluzionista teorizzato da Darwin nel 1859 è usato come termine per uso archetipo sul sociale e in particolare sul mondo del lavoro. Questo paradigma evoluzionista è strettamente legato alla cosiddetta analogia organica platonica in cui la società è determinata secondo un processo di trasformazione e autoperfezionamento continuo.

     Gli abitatori del nostro ufficio fatiscente nella forma e nei contenuti - in cui la pièce teatrale è ambientata – possono essere considerati come un insieme di parti interrelate in continua trasformazione. Attraverso un processo di conflitto avviene la selezione naturale, di sopravvivenza del più adatto in cui ognuno di loro assume un comportamento sempre più differenziato al raggiungimento del posto di lavoro. Una "lotta per la vita" applicata in un contesto di scrivanie e colletti bianchi dove a vincere è il più forte sul più debole. Homo homini lupus, quindi, in cui la società e il cambiamento sociale – in termini di conflitto - trovano pienamente fondamento nel modello marxiano. Questa società conflittuale può essere ricondotta al microcosmo dell’ufficio e al lavoro, in cui Ralf Dahrendorf, su spinta weberiana e marxista, negli anni sessanta ci parlava di categorie di lavoro con interessi comuni, contrastanti e resistenti all’azione concorrente degli altri. Per Dahrendorf il potere è la spinta eccezionale della meccanica sociale. E chi ha potere vince sulla selezione.

     Garante dei meccanismi evoluzionistici di selezione naturale è il personaggio de “il Domatore”, il quale sostiene il normale fluire della casualità in natura, anticipando le mosse e le strategie dei concorrenti al posto di lavoro con metodi parossistici, travisati e grotteschi. Prevede le mosse, osserva e agisce nella più spietata ferocia fisica e psicologica; manipolatore della carne indiscusso, personaggio strettamente legato all’entropia di cui fa del caos misura di tutte le cose - caos come misura della selezione naturale. Egli non detta ordini: chiede ai personaggi di decidere, e alcune volte scegliere è più difficile che adempiere.

 

 

Ufficio stampa Francesco Caruso Litrico 3334682892 - fralit@alice.it

 

 

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