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Mercuzio festeggia dieci anni: 4 febbraio 2002-4 febbraio 2012, il primo blog italiano dedicato interamente al teatro e cinema, i teatri di Roma e di Milano.

PUNTO E.... A CAPO - recensione

“Durante il viaggio il treno corre sul mondo e ti protegge. Poi scendi e torni alla realtà” questo il leitmotiv di “Punto e… a capo”, in scena al Teatro Duse di Roma dal 26 gennaio al 5 febbraio 2012.

 

Lo spettacolo, di Marco Falaguasta e per la regia di Davide Santarpia, scruta le vite di cinque passeggeri di un treno diretto a Milano. I pensieri di ciascuno sembrano fermarsi ed adagiarsi morbidamente nello scompartimento, cercando un varco o volendo allontanare il più possibile l’analisi delle rispettive realtà.I toni sono comici ed ironici nell’illustrare situazioni paradossali come quella del reporter di cronaca nera emofobo (Davide Santarpia) o quella del finto testimone corrotto (Ezio Passacantilli). La direzione del convoglio è unica e ben delineata ma le menti dei cinque sono altrove e vorrebbero non scendere mai più da quella pausa mentale o correre via, verso qualunque altra rotta: c’è il neo-padre (Diego Nesta) apparentemente felice per il figlio che in realtà è il frutto di un incontro occasionale, la donna completamente assorbita dalla filosofia Zen che cela una storia di forte disordine mentale (Francesca Venturi), la dentista (Rita Gianini) che dice di voler lasciare il suo compagno ma che in verità cerca di rivederlo. Lo stesso Capotreno (Matteo Lombardi), a tre mesi dalla pensione, rimpiange di non aver seguito la propria passione per la musica. Come in un puzzle colorato le storie del variegato gruppo si incrociano e cercano un nuovo punto di incastro tra battute che innescano reazioni comiche che sanno sapientemente usare persino i silenzi. Stress e apparente pacatezza si scontrano nei dialoghi  tra Punto, lo snervato reporter, ed Eusebio, l’oscuro e goffo testimone di un omicidio. Anna, mossa dalla filosofia Zen, improvvisa nuovi nomi per tutti evidenziando involontariamente il desiderio di rinnegare la propria identità e quello di mettere un punto alle direzioni non volute veramente. (ILARIA DELLA CROCE)




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